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Escursione geografica alle Murge alte


 

 

SEZIONE PUGLIA "ASSOCIAZIONE ITALIANA INSEGNANTI DI GEOGRAFIA"
presso Sezione di Geografia Economica - Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Bari
Via C. Rosalba, 53 - Bari

ESCURSIONE ALLE MURGE ALTE

Itinerario: Bari - Altamura (sosta tecnica) - Pulicchio di Gravina (sosta) - Monte Caccia (sosta al laghetto artificiale) - stazione di Poggiorsini - Masseria Poggio Lorusso (pranzo al ristorante Il Fagiano) - Ponte Impiso - Azienda Cavone (sosta) - Castel del Monte (sosta eventuale) - Ruvo di Puglia - Bari (circa 250 km).

 

LA TERRA DI BARI PRESENTA, IN GRAN PARTE DEL SUO TERRITORIO, UN’EVIDENTE ZONAZIONE FISICO-GEOGRAFICA, ALLA QUALE CONSEGUE O COMUNQUE SI SOMMA UNA D’ORDINE ANTROPICO- ECONOMICO. AMBEDUE SONO BEN SIGNIFICATE NEI DIVERSI PAESAGGI DELLA ZONA COSTIERA, SOVRACCARICA D’INSEDIAMENTI E INFRASTRUTTURE; DELLA PREMURGIA, COPERTA DA FITTE COLTURE ARBOREE SPECIALIZZATE; DELLE MURGE ALTE, ARIDA SEDE D’UN’ECONOMIA PREVALENTEMENTE AGRICOLO-PASTORALE. L’ITINERARIO VUOLE MOSTRARE QUESTA SUCCESSIONE E DIFFERENZIAZIONE PAESISTICA E CONSENTIRE UN PRIMO ESAME DELLE PRINCIPALI CAUSE, ANTROPICHE E FISICHE, CHE L’HANNO CONCRETATA, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALL’AREA DELLE MURGE ALTE.
 
L’itinerario descrive quanto era possibile osservare nel 1988, quando l’escursione fu progettata e realizzata. Per fornire anche solo un’idea dei cambiamenti intervenuti nel frattempo, il dato della popolazione residente nei comuni e nei capoluoghi toccati dall’itinerario, è riportato all’ultimo censimento (2001), oltre a quello del 1981. La ripartizione della popolazione occupata nei tre principali settori di attività, è al 2001.


Da Bari (2001: 316.532 ab. nel comune, di cui 281.292 nel capoluogo; primario, 2,39%; secondario, 22,44%; terziario, 75,17%. 2008: 321.106 ab. nel comune), si prende la statale 96 per Modugno (2001: 35.980 ab. nel comune, di cui 35.523 nel capoluogo; primario, 2,11%; secondario, 36,06%; terziario, 61,82%. 2008: 38.147 ab. nel comune), ormai funzionalmente conurbata col capoluogo di regione. Si possono così osservare alcune aree di espansione degli insediamenti urbani e industriali.

Dopo pochi km si comincia ad attraversare la fittissima copertura arborea della Premurgia, la zona italiana di più estesa e intensa arboricoltura specializzata. La strada continua a salire, con pendenza più accentuata in corrispondenza di alcuni gradini smussati, tagliando sempre fitte formazioni di olivi, mandorli e viti. Pochissime le dimore rurali permanentemente abitate, mentre abbondano quelle temporanee (soprattutto pagliai, edificati a secco con pietre calcaree, e casedde): significanti, entrambe, d'una forma d'insediamento, anche rurale, prevalentemente accentrata. La fitta geometria dei grigi muretti a secco (macere) è indicativa della polverizzazione fondiaria.

Già verso i 300 m di quota la copertura arborea comincia a essere meno densa, in correlazione con il diminuire dello spessore di terreno e con il crescente affiorare del sostrato di rocce calcaree grigiastre. La transizione dalla Premurgia alle Murge alte diviene evidente verso i 350 m di quota, isoipsa che costituisce il limite convenzionale fra le due subregioni. Superata la stazione di Mellitto, il paesaggio delle Murge alte comincia ad apparire in tutta la sua aspra bellezza e nell'apparente incertezza della morfologia carsica. Qualche lembo boschivo molto degradato, ma soprattutto calcare   affiorante,   tranne   che   nelle   concavità,   quasi   sempre coltivate perché le acque di dilavamento vi hanno trasportato il terreno, che si è accumulato in strati anche spessi.

(Circa 6 km a nord di Altamura, dopo un percorso tra pascoli, lembi di seminativo asciutto e radi alberi da frutto, si apre nella roccia calcarea compatta il Pulo di Altamura, una gigantesca dolina di circa 500 m di diametro e 75 di profondità).

Si giunge ad Altamura (2001: 64.167 ab. nel comune, di cui 63.009 nel capoluogo. Nel 1981 rispettivamente 51.346 e 50.539. Primario, 6,9%; secondario, 49,69%; terziario, 43,39%. 2008: 68.629 ab. nel comune), ubicata a 468 m s.l.m. La cittadina, la più importante delle Murge alte, ha ancora struttura economica essenzialmente agricola, integrata da industrie alimentari oltre che da attività commerciali e servizi sviluppatisi grazie anche alla favorevole posizione lungo le principali direttrici stradali fra la zona costiera barese e la Basilicata.

Si lascia Altamura seguendo la statale 378. Qua e là alcuni rimboschimenti stanno restituendo una copertura arborea, peraltro diversa dai querceti originari. Dopo circa 16,5 km, si possono osservare a sinistra il Pulicchio di Gravina, una profonda dolina a imbuto dai fianchi rimboschiti, e a destra il bel bacino carsico di Gurio Lamanna. Si continua lungo la strada per Corato, che si lascia al bivio per Poggiorsini, puntando subito dopo verso NO, in direzione di Monte Caccia. Si può osservare così una delle aree più aspre e carsificate della Puglia: profondi burroni nei quali spesso s'insinua la strada; doline; inghiottitoi; aride petraie; magri pascoli percorsi da piccoli greggi; masserie di pecore abbandonate, con ampi recinti di muretti calcarei, ormai inutili; ogni tanto verdi oasi di avvallamenti carsici, in cui le acque hanno raccolto spessi materassi di terreno più umido.

Giunti alla statale 170, dopo pochi km si svolta a sinistra verso M. Caccia (679 m). Si scorge un gruppo di case costruite dall'Ente Riforma, ora del tutto abbandonate. Si procede verso M. Caccia, sulla cui cima, la più alta delle Murge, è stato ubicato un ripetitore TV. Sempre su M. Caccia, si può osservare un laghetto artificiale, realizzato sbarrando un avvallamento e impermeabilizzando il suolo, altrimenti molto percolabile dalle acque piovane.

Il paesaggio è quello caratteristico delle Murge alte: una natura aspra e dura come la roccia calcarea che affiora ovunque; un territorio poco accessibile, ostile all'insediamento. Gl'interventi umani sono stati isolati e scoordinati, per non dire peggio, come rivelano, ad esempio, le tante case coloniche abbandonate dell'Ente Riforma. Il confronto con il paesaggio della zona costiera, che dista appena una quarantina di km in linea d'aria, rivela che l'uomo ha accentuato, invece di ridurre, il divario fra la costa e l'interno, squilibrando ulteriormente il territorio.

(Circa 15 km a NO, sorge Minervino Murge (445 m; 2008: 9.680 ab. nel comune), grosso centro agricolo conosciuto come "il balcone della Puglia" per la sua posizione panoramica. Un balcone, però, tutt'altro che affollato. Proprio la sua posizione, splendida ma molto marginale, insieme con la povertà dell'entroterra agricolo e le scarse possibilità di lavoro, sono infatti alla base d'un saldo migratorio paurosamente passivo, concretatosi durante il periodo 1961-'71 nell'esodo di ben due quinti della popolazione media. Come altrove, ma qui in modo più macroscopico, si può osservare il vuoto antropico della campagna. Del resto nel 2001, a fronte di 478 occupati nell’agricoltura (il 18,22% della popolazione occupata), appena 98 abitanti (1 ogni 261 ettari!) risiedevano in case sparse nei campi.

Scesi da M. Caccia, si segue per una decina di km la strada già percorsa, deviando poi a SSO, verso la stazione di Poggiorsini. Si scende così dal più elevato gradino murgiano, percorrendo il fondo della lama di Poggiorsini, attraverso un paesaggio fortemente carsificato, caratterizzato da vaste aree pascolative e da seminativi asciutti.

A Masseria Poggio Lorusso, sosta per verificare la validità d'una localizzazione.

Dalla stazione di Poggiorsini fino a Ponte Impiso si percorre, lungo la statale 97, un tratto della Fossa Premurgiana, arido solco di terreni quaternari interposto fra il Bradano (a sud-ovest) e le Murge (a nord-est), che qui si elevano con un ripido gradino, inciso da numerose lame.

A Ponte Impiso ci si dirige verso N, per la visita all'Azienda Cavone, lungo una strada, in sensibile salita, che riporta al gradino murgiano; si attraversa così l'area delle vecchie cave di bauxite, di cui sono ben visibili alcuni impianti, qualificabili come segni di archeologia industriale.

Già in distanza si vede Castel del Monte, uno stupefacente ottagono regolare che dalla sommità d'un rilievo tronco-conico, a 541 m di quota, domina vaste estensioni della Puglia e della vicina Basilicata. Uno dei tanti segni lasciati nella nostra regione dalla dominazione sveva, certo il più originale e armonioso. L'area circostante, specie lungo la statale per Andria, è caratterizzata da numerose seconde case, che deturpano spesso sensibilmente il paesaggio.

Si procede in discesa verso Ruvo di Puglia attraverso un territorio caratterizzato come al solito da estesi affioramenti rocciosi, dalla diffusione dei pascoli, dall'eventuale lento movimento di piccole greggi di pecore, dalla morfologia carsica con le sue forme dolci e mammellonari. Il terreno, più spesso, tende a coprire gli spuntoni calcarei; compaiono le viti e poi gli olivi, sempre più fitti. Si è ormai rientrati nella fascia premurgiana. Si fiancheggia Ruvo di Puglia (2001: 25.741 ab. nel comune, di cui 25.163 nel capoluogo; primario 11,91%; secondario 33,23%; terziario 54,86%. 2008: 25.849 ab. nel comune). Di qui si procede rapidamente verso Bari lungo la statale 98.

Andrea A.  Bissanti