SEZIONE PUGLIA "ASSOCIAZIONE ITALIANA INSEGNANTI DI GEOGRAFIA"
presso Sezione di Geografia Economica - Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Bari
Via C. Rosalba, 53 - Bari
ESCURSIONE NELLA MURGIA DEI TRULLI
Itinerario: Bari - Valenzano - Rutigliano - Conversano - Castellana Grotte - Alberobello - Locorotondo - Martina Franca - Selva di Fasano - Monopoli - Polignano a Mare - Mola di Bari - Bari (circa 180 km).
L'ITINERARIO SI SVOLGE PER LO PIÙ NELLA PARTE SUD-ORIENTALE DELLA TERRA DI BARI. SCONFINANDO BREVEMENTE NELLE VICINE PROVINCE DI BRINDISI E TARANTO. TEMA FONDAMENTALE SONO LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALL'UOMO ALL'AMBIENTE E LA "COSTRUZIONE" (MA ANCHE IL DETURPAMENTO E LA DISTRUZIONE) DELLO SPAZIO GEOGRAFICO RURALE. L'OSSERVAZIONE E' FINALIZZATA SOPRATTUTTO A COGLIERE GLI EFFETTI DELL'OPERA UMANA STORICAMENTE CONCRETATASI NEL PAESAGGIO DELLA MURGIA DEI TRULLI, OSSIA DI QUELLA CHE E' STATA DEFINITA UN'OASI DI POPOLAZIONE SPARSA. IL RITORNO AVVIENE SULLA LITORANEA, DALLA QUALE SI PUO' OSSERVARE LA DIFFUSA E SPESSO INTENSA "SVALORIZZAZIONE" TURISTICO-RESIDENZIALE DELLA ZONA COSTIERA, CHE HA SCONVOLTO LA VECCHIA IMPRONTA AGRICOLO-PESCHERECCIA.
Si lascia Bari (2001: 316.532 ab. nel comune, di cui 281.292 nel capoluogo; primario, 2,39%; secondario, 22,44%; terziario, 75,17%. 2008: 321.106 ab. nel comune) lungo la strada per Valenzano e si possono così osservare i segni evidenti della diffusione edilizia residenziale che si sviluppa soprattutto lungo gli assi viari incentrantisi su Bari e si addensa anche nelle piccole cittadine gravitanti sul capoluogo. Valenzano (85 m s.m. 2001: 17.164 ab. nel comune, di cui 14.970 nel capoluogo; primario, 3,84%; secondario, 25,43%; terziario, 70,73%. 2008: 18.498 ab. nel comune) è proprio uno dei centri in cui si sta verificando un forte incremento del peso demografico.
Superata la tangenziale di Valenzano, si procede verso sud-est attraverso la fittissima copertura arborea della Premurgia, la zona italiana di più estesa e intensa arboricoltura specializzata. La strada sale rettilinea con lieve pendenza, tagliando sempre dense formazioni di olivi, mandorli e viti. Pochissime le dimore rurali permanentemente abitate, mentre abbondano quelle temporanee (soprattutto pagliai, edificati a secco con pietre calcaree, e casedde). La fitta geometria dei grigi muretti a secco (macere) è indicativa della polverizzazione fondiaria. Qua e là seconde case, soprattutto lungo la strada.
Si procede così fino a Rutigliano (125 m s.m. 2001: 17.559 ab. nel comune, di cui 17.180 nel capoluogo; primario, 36,28%; secondario, 24,20%; terziario, 39,52%. 2008: 18.059 ab. nel comune) e a Conversano (219 m s.m. 2001: 24.071 ab. nel comune, di cui 21.675 nel capoluogo; primario, 17,11%; secondario, 23,13%; terziario, 59,76%. 2008: 25.111 nel comune), sulle ondulazioni incerte e per lo più dolci, caratteristiche della morfologia carsica.
Dopo una breve deviazione per osservare il cosiddetto lago di Sassano, si prosegue attraverso una copertura arborea sempre fitta, che spesso maschera le numerose doline di cui il terreno è costellato. Si entra nella Murgia dei Trulli e si arriva a Castellana Grotte (290 m s.m. 2001: 18.276 ab. nel comune, di cui 13.614 nel capoluogo; primario, 16,92%; secondario, 30,77%; terziario, 52,31%. 2008: 19.132 ab. nel comune).
A breve distanza da Castellana, vi è l'ingresso alle famose Grotte, il più grandioso e spettacolare complesso speleologico italiano. Le cavità, lunghe diversi chilometri, sono state in parte attrezzate con comodi sentieri e illuminazione elettrica. Ciò che più colpisce è la straordinaria fioritura di concrezioni stalattitiche e stalagmitiche, dalle forme più strane, spesso d'una purezza eburnea (come nella Grotta Bianca, definita la più bella del Mondo), che pongono in essere e arricchiscono un fantastico paesaggio sotterraneo.
L'osservazione del centro abitato di Castellana Grotte, che il nostro itinerario attraversa soltanto, consentirebbe d'osservare come siano evidenti nel paesaggio urbano, specie raffrontandolo a quello dei centri già visti, le modificazioni formali e strutturali indotte dal forte movimento turistico italiano e straniero.
Si prosegue verso Alberobello su un territorio carsificato, ma che, grazie pure a migliori condizioni fisiche (maggiore umidità, coltre spesso profonda di terreno vegetale ecc.), è stato profondamente modificato dall'uomo, il quale vi si è diffusamente insediato. Gli elementi più appariscenti e caratteristici con i quali si è concretata nel paesaggio la presenza umana sono senz'altro i trulli, che nel territorio di Alberobello, e soprattutto in quelli vicini di Locorotondo, Martina Franca e Cisternino, raggiungono densità di circa 70/km2. Dopo aver attraversato il Canale di Pirro, si perviene ad Alberobello (428 m s.m. 2001: 10.859 ab. nel comune, di cui 9.358 nel capoluogo; primario, 11,19%; secondario, 32,14%; terziario, 56,67%. 2008: 11.038 ab. nel comune), che è il centro più noto della Murgia dei Trulli: i suoi rioni Monti e Aia Piccola, interamente costituiti da trulli (ve ne sono oltre mille), sono stati dichiarati zona monumentale, per evitare cambiamenti o deturpazioni d'un paesaggio urbano ch'è davvero unico al mondo.
Si procede verso Locorotondo (410 m s.m. 1971: 13.928 ab. nel comune, di cui 7.064 nel capoluogo; primario, 14,97%; secondario, 38,13%; terziario, 46,90%. 2008: 14.147 ab. nel comune), intrusione barese fra le province contermini di Brindisi e di Taranto, che costituisce il cuore della Murgia dei Trulli e in cui la geografia antropica, e soprattutto quella degl'insediamenti, presenta differenze macroscopiche rispetto alle condizioni dominanti nella regione pugliese.
Raggiunta Martina Franca (431 m s.m. 2001: 48.756 ab. nel comune, di cui 36.840 nel capoluogo; primario, 7,18%; secondario, 38,97%;terziario, 53,86%. 2008: 49.477 ab. nel comune), si può spaziare sulla veduta eccezionale, unica addirittura, della Valle d'Itria: un'ampia conca carsica, la cui fitta coltre verde di colture è punteggiata dalle innumerevoli macchie calcinate dei trulli: un paesaggio costruito in gran parte dall'uomo e che dall'uomo deriva tutta la sua originalità.
Ritornati a Locorotondo, si prosegue verso Selva di Fasano (397 m s.m.), località turistica in posizione panoramica sul primo gradino murgiano, qui erto e molto netto. Dalla Selva si possono osservare verso sud scorci del paesaggio della Murgia dei Trulli e il vicino Canale di Pirro, un polje lungo circa 12 km; a NE si ha invece un'ampia veduta panoramica della zona costiera, in cui fa spicco il centro abitato di Fasano (118 m s.m. 2001: 38.667 ab. nel comune, di cui 23.242 nel capoluogo; primario, 20,78%; secondario, 26,95%; terziario, 52,27%. 2008: 38.428 ab. nel comune).
Si scende, lungo una strada panoramica, verso la cimosa costiera, in direzione di Bari.
Si fiancheggiano così i vecchi grossi centri pescherecci di Monopoli (9 m s.m, 2001: 46.708 ab. nel comune, di cui 37.076 nel capoluogo; primario, 16,33%; secondario, 25,97%; terziario, 57,70%.2008: 49.599 ab. nel comune), Polignano a Mare (24 m s.m. 2001: 16.367 ab. nel comune, di cui 13.332 nel capoluogo; primario, 30,69%; secondario, 20,54%; terziario, 48,77%. 2008: 17.647 ab. nel comune), sorto su un'alta scogliera strapiombante sul mare e Mola di Bari (5 m s.m. 2001: 25.919 ab. nel comune, di cui 25.011 nel capoluogo; primario, 14,93%; secondario, 26,31%;terziario, 58,75%. 2008: 26.434 ab. nel comune).
L'impossibilità, per motivi di tempo, di percorrere l'intera zona costiera fra Brindisi e Bari consente di osservare solo in parte come le modificazioni agricole del territorio siano state diffusamente obliterate, in modo anche violento e intenso, dallo sfruttamento turistico, che ha provocato spesso non un uso razionale, ma un consumo addirittura delle risorse naturali. Il paesaggio costiero è stato rapinato disordinatamente e non di rado sottratto alla fruizione della collettività; è divenuto espressione d'un monosfruttamento turistico concretatosi in seconde case e in complessi dai nomi spesso allettanti (Diana Marina, Valtur, Rosa Marina ...); si estrinseca in un regime di vita estremamente irregolare, che passa bruscamente dal letargo di gran parte dell'anno ai parossismi caotici del breve periodo balneare.
Andrea A. Bissanti