La Puglia
“Una distesa lunga di liete spiagge, con una corona di fiorenti città, in vista di due mari, l’Adriatico e il Jonio; piani estesissimi, pieni di sole, polverosi; monti profondamente incisi da burroni a pareti verticali; rovine imponenti, memorie grandiose, ecco, grossolanamente, le Puglie o la Puglia, come dir si voglia. Altra regione, altra contrada d’Italia dove troveremo ancora senza parsimonia sparsi i doni e le meraviglie della natura, numerose le opere d’arte, non del tutto impallidite le sembianze venerabili dell’antichità, sensibili ancora le traccie, le impronte di generazioni vissute in una cività fiorente.”
(Premoli P., “Le Puglie”, in L’Italia Geografica Illustrata, Milano, Edoardo Sonzogno, Editore, 1891, p. 319).
“Chi, ai giorni nostri, si reca in Puglia per la prima volta, contentandosi di visitarla superficialmente, non potrà, certo, rendersi conto di che cosa attirasse laggiù sempre nuove schiere di Normanni e del perché gli Svevi provassero una così particolare predilezione proprio per questa provincia del loro impero. E’ noto come Federico II, che era stato già salutato al suo primo apparire in Germania con l’appellativo di “puer Apuliae”, affermasse una volta, all’apice della sua gloria, con orgoglio: <<… ut nos, quem cesarei tituli fulgor illustrat, solum ex Apulia nominari non reputemus ingloriosum>> …
“ Chi vuol comprendere perchè i Normanni affrontassero una simile impresa, e rendersi conto del perché gli Svevi si gloriassero di essere di un tal paese e ne sentissero una così grande nostalgia, deve ritornare spesso in Puglia e visitarla possibilmente in tutte le stagioni. Al contrario di altre regioni d’Italia, al contrario, per esempio, della Lombardia, della Toscana e dell’Umbria, la Puglia non incatena subito con un succedersi vario e complesso di paesaggi grandiosi o ridenti; si può anzi affermare che molti dei suoi tesori e delle sue meraviglie si rivelino soltanto a colui che li cerchi attentamente. E’ vero, però, che l’aspetto esteriore della Puglia è cambiato assai da quei tempi. …
“Molti aspetti del paesaggio sono, però, tuttora altrettanto grandiosi e magnifici, di quanto lo devono essere stati a quei tempi ...”
(Willemsen C.A. e Odenthal D., Puglia Terra dei Normanni e degli Svevi, Bari, Editori Laterza, 1959, pp. 7-8).
“… la regione appare … con una sua spiccata individualità fisico-geografica. Principali elementi e fattori di differenziazione territoriale sono il contrasto fra rocce calcaree e rocce argillose e le limitate variazioni che l’andamento morfologico suscita nel clima dominante, di tipo mediterraneo più o meno accentuato ma sempre contrassegnato da una netta opposizione fra un inverno fresco e umido e un’estate calda e secca …
“Quello che domina in Puglia (come del resto nell’intera regione mediterranea) è sì un "paesaggio della pietra", ma accanto o sopra quelle affioranti naturalmente dal suolo, v’è un numero anche maggiore di pietre impregnate d’umanità: pietre in grandi lastre o in blocchi stretti e alti nei megaliti preistorici ("dolmen" e "menhir"), pietre sovrapposte con perizia secolare per costruire una miriade di capanne multiformi, pietre allineate a secco in slanciati muretti divisori o in robusti sostegni nei frequenti terrazzamenti dei pendii. …
“Reagendo a una natura non benigna, l’uomo è riuscito a conquistare all’agricoltura l’80% del territorio … I segni di un’attività prevalentemente rurale impregnano tuttora in modo sensibile anche paesi e cittadine, ove gli abitanti si agglomerano lasciando quasi deserta la campagna. … le modificazioni … apportate da pochi grossi focolai di sviluppo industriale sono incisive ma spazialmente limitate e discontinue; ben più diffusi appaiono invece i cambiamenti, a volte stridenti, che l’espansione del turismo sta provocando nel paesaggio costiero.
“Nella maggior parte dei turisti italiani e stranieri, tuttavia, il nome Puglia richiama alla mente immagini per lo più manierate e convenzionali, volutamente create dai mass-media: alte scogliere, lunghi arenili, verdi pinete, mare limpido e non inquinato, fiabeschi assembramenti di trulli e stupende grotte. Ma il visitatore attento può penetrare l’apparenza (peraltro indubbia e piacevole) della facciata, per cogliere nel paesaggio i segni diversi delle realtà fisiche e umane, dei modi in cui la popolazione ha organizzato e organizza il suo territorio, gli aspetti gradevoli e quelli sgradevoli. Tutto ciò non è semplice, specie perché nel turista la percezione e la valutazione del paesaggio sono quasi sempre o prevalentemente estetiche, mentre chi vive sul territorio più facilmente riesce ad andar oltre l’apparenza e a giudicare in base a canoni non formali. ...”
(Bissanti A.A., La Puglia, T.C.I., I Paesaggi Umani, “Capire l’Italia”, Milano, 1977, p. 166)
E voi, oggi, che cosa direste della Puglia?