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Prodotti tipici

Mezzogiorno: prodotti D.O.P. e I.G.P. per provincia
Un prodotto tipico è un prodotto inscindibilmente legato al territorio da cui trae la propria specificità, la riconoscibilità, la tradizionalità, e solitamente l’eccellenza (Morrone, 2003). La realizzazione di un prodotto tipico si fonda su una storia d’informazioni impressa nelle esperienze delle precedenti produzioni o nel sistema che lo ha emanato (Morrone, 2003). L’Unione Europea al fine di promuovere e tutelare i prodotti agroalimentari di qualità ha riconosciuto tre marchi: D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta), I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta) e S.T.G. (Specialità Tradizionali Garantite). Al 22 febbraio del 2008 i prodotti che possono beneficiare dei marchi D.O.P. o I.G.P. sono 167 (107 D.O.P. e 52 I.G.P.); di cui 21 interessano il territorio di più regioni. Nel Mezzogiorno i prodotti censiti sono 66, di cui 45 D.O.P. e 21 I.G.P.; 6 prodotti appartengono a più regioni (Caciocavallo Silano; Mozzarella di Bufala Campana; Oliva Ascolana del Piceno; Pecorino Romano, Salamini Italiani alla cacciatora, Vitellone Bianco dell’Appennino centrale). Dal cartogramma rappresentato in figura appare evidente la distribuzione dei prodotti tra le diverse province, passando da quella di Lecce cui appartiene solo una D.O.P. alla provincia di Salerno con 10 fra D.O.P. e I.G.P..
(Documentazione completa)

 "I Monti Dauni: contenitore o valore"
Il ruolo della enogastronomia slow-virtuosa per la promozione del territorio
Un Convegno a Orsara di Puglia (Fg) - 27 giugno 2009

La Galleria Enogastronomica Orsarese (GEO), giunta ormai alla ventiduesima edizione e promossa dalla Pro Loco con la partecipazione dei produttori e dei ristoratori, è stata introdotta dal convegno "I Monti Dauni: contenitore o valore". I relatori (la Preside della Facoltà di Economia, Isabella Varraso, il noto chef Peppe Zullo e il Presidente del Gal Meridaunia, Alberto Caloria), e la dott. Concetta Terlizzi, Presidente della Pro Loco, hanno presentato e discusso elementi di interesse per la cittadinanza tutta, in merito al valore da riconoscere al territorio, quale espressione di un insieme di elementi specifici, un valore da riconoscere, difendere e promuovere per salvaguardarne l'identità.
Il "modello Orsara", faticosamente costruito in questi anni, punta al riconoscimento della tracciabilità dei prodotti della propria agricoltura, valorizzati ed esaltati nei piatti semplici della cucina mediterranea, esportati in tutto il mondo e accompagnati dal vino prodotto nelle cantine di Zullo e Tuccanese.
Orsara rappresenta un modello alternativo alla città in cui non si riesce più a vivere bene, infatti nel piccolo centro si recupera quella dimensione umana fatta di cose semplici che richiamano alla memoria ricordi ormai passati rievocati nel gusto e negli odori proposti, nello specifico, nella galleria enogastronomica.
Un modello, però, da implementare ed inserire in un'offerta turistica globale del comprensorio del Subappennino Dauno, perché è solo attraverso un gioco di squadra che si riesce ad essere competitivi, una competizione che esaltando la peculiarità e le differenze dei territori, si affermi, nonostante le problematicità tipiche delle regioni montane, in un'offerta alternativa a quella balneare del Gargano, ma soprattutto unica se si è consapevoli dell'unicità del territorio in cui si vive.

Anna Bozzi, Dottorato di Ricerca in Geografia Economica, Facoltà di Economia, Università degli Studi di Bari

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